);

Come sbagliare fuso orario a Horseshoe Bend ed essere felici ad Antelope Canyon

Siamo arrivate a Page in serata e il Wingate Hotel by Windham è posizionato proprio a due passi dall’imbocco dell’interstate. E’ decisamente l’hotel più bello dove abbiamo alloggiato finora. Cos’ha rispetto agli altri posti? Ha una doccia immensa. In tutti gli altri hotel/motel di questo on the road abbiamo sempre trovato solo ed esclusivamente la vasca da bagno e quindi avere una doccia in questo momento ci sembra un vero e proprio lusso. L’Hotel è pulitissimo e la stanza è enorme. Non manca niente. La giornata appena passata è stata spettacolare, abbiamo avuto 25 gradi costanti, ma è sera e fuori è calato il freddo, il gelo e il vento.

Salteremo la cena, non abbiamo fame. Vogliamo solamente scaldarci e bere un bel thè caldo. In stanza c’è tutto: bollitore, bustine di thè, caffè e zucchero. E’ tutto perfetto.

Stiamo bevendo il nostro thè e nel frattempo scarichiamo foto e video girati durante la giornata. Siamo consapevoli che il giorno seguente sarà una tappa cruciale per il nostro on the road. Un altro sogno si sta avverando: altri due posti sulla nostra lista dei “viaggi nel cassetto” verranno spuntati.

La mattina seguente ci svegliamo alle 5:40 il jet lag, nonostante i giorni, si sente ancora. Non ci siamo mai svegliate dopo le 7 da quando siamo negli Stati Uniti, ma è un bene. Riusciamo a dare il meglio nelle ore con più luce e qui di luce e di sole ce n’è davvero tanto!

Uno sguardo fuori dalla finestra, il sole sta sorgendo in lontananza. La giornata sarà nitida, il cielo è blu senza nuvole. Scendiamo per fare colazione, ma prima facciamo un tuffo nella piscina coperta. La sera eravamo troppo stanche anche per quello. Ci asciughiamo per bene e alle 7 siamo sedute per la colazione. La sala è immensa ed è piena di gente, ma niente paura: è tutto organizzato talmente bene che in pochi minuti riusciamo a prendere un caffè e dei pancake. Carichiamo la macchina, accendiamo la radio e via verso la nostra prima tappa di giornata: Horseshoe Bend.


IL PERCORSO STERRATO PER HORSESHOE BEND

Dobbiamo essere lì prima delle 8, vogliamo che ci sia poca folla e soprattutto siamo sicure di aver calcolato l’esposizione esatta per realizzare delle foto e dei video perfetti. Appunto, abbiamo calcolato l’esposizione …. Quello che non abbiamo calcolato è che l’hotel dista circa 10 minuti da Horseshoe Bend e in questi 10 minuti .. il fuso orario cambia! E noi siamo rimaste fregate!

Ci rendiamo conto di questo clamoroso errore quando parcheggiamo la macchina davanti alla salita che nasconde il percorso sterrato verso Horseshoe Bend. Paghiamo 10 euro al ranger e notiamo un orario diverso sull’orologio da polso della guardia. Al momento nessuna delle due dice nulla. Ma l’abbiamo visto. Sono le 8:40 e non le 7:40. La cosa positiva è che non c’è nessuno. O quasi. Ci sono circa 15 gradi e l’atmosfera è leggera.

Il percorso è semplice. E’ adatto a tutti, bambini compresi. Ad andatura normale sono 20 minuti di camminata per raggiungere la miglior visuale. E una volta lì .. ecco il protagonista, maestoso, gigantesco ma .. per metà bruciato dal sole. Sono le 9 e il sole sta già salendo alto nel cielo lasciando un’ombra dritta davanti a noi che taglia a metà il monolito principale. Che peccato!

horseshoe bend | Page

Facciamo qualche foto, un paio di selfie e poi contempliamo dal vivo senza riprendere nulla quello che è un vero spettacolo della natura. Capiamo ora perché tanti ragazzini sono precipitati di sotto perdendo la vita, solo per fare un selfie. Non è da fare. Noi ci affacciamo a debita distanza dalle rocce, per guardare di sotto. Il fiume sembra dipinto e le barche sono così piccole che solo in quel momento riusciamo a capire quanto siamo in alto.

Siamo state in contemplazione per almeno una mezzora, prima di decidere di levare le tende e dirigerci verso la seconda tappa di giornata: Lower Antelope Canyon.

HORSESHOE BEND GALLERY

Adesso ci viene la fissa dell’orario. O arriveremo in anticipo di un’ora o saremo al limite per fare il check in. Il post è vicino, ma non abbiamo più la sincronizzazione degli orologi. Ognuno segna un orario diverso.

CARBIN E LA SCOPERTA DI LOWER ANTELOPE CANYON

Solo 10 minuti di macchina e siamo di fronte all’ingresso di Dixie Ellis Tour e ci dirigiamo verso il banco informazioni. Tutte trafelate, con la prenotazione stampata alla mano, arriviamo davanti alla ragazza della compagnia, che ci avvisa di essere in anticipo di un’ora. Che manicomio!

Ma non c’è problema. C’è posto nel gruppo delle 9:30. Accettiamo subito il cambio! La luce dovrebbe essere ottima. Speriamo di non aver sbagliato anche in questa situazione. Incrociamo le dita e ci dirigiamo verso la guida che ci accompagnerà durante la visita guidata.

La nostra guida si chiama Carbin, è un ragazzo solare, molto giovane, e molto spigliato. Sembra un veterano di questo lavoro. In pochi secondi raduna tutte le persone del gruppo e inizia a spiegare cosa NON possiamo portare con noi.

Siamo un gruppo di 8 persone: 2 coppie di francesi, 1 coppia di californiani e noi. Ci spiega di fare attenzione perché in alcuni punti il percorso si restringe parecchio e passerà a malapena un piede per volta. Per questo motivo non sono permessi zaini, zainetti, borse, mazze per i selfie e nemmeno le fotocamere reflex. Unica eccezione: una borraccia o una bottiglietta d’acqua.

Siamo pronte, si parte a piedi e armate solo dei nostri smartphone. Camminiamo per circa 200 metri sulla terra rossa e poi iniziamo a scendere. La prima scala di accesso è molto larga. La facciamo a due a due. Una volta arrivati al primo piano interrato ci accorgiamo che il percorso diventa più stretto, ma è comunque di facile percorrenza.

È incredibile vedere quanta luce passi qui sotto. La prima scala stretta e ripida appare davanti a noi dopo circa 5 minuti di camminata. La guida ci spiega bene in che modo scendere, e raccomanda più volte di aggrapparsi bene e di fare i passi con calma. Il nostro piede (scarpe n. 40) sporge un po’, ma si riesce agilmente a raggiungere il “secondo piano” interrato del percorso. E ci siamo. Questo è il luogo che immaginavamo di vedere:

Ladies and gentlemen: Lower Antelope Canyon.

Antelope Canyon
Lower Antelope Canyon

Il primo impatto è strepitoso. Ci guardiamo intorno stupite di cosa la natura sia stata in grado di fare nei secoli e siamo solo all’inizio.

Durante la nostra visita, si percorrono una decina di rampe di scale sia in salita che in discesa, alcune più corte, altre più lunghe e ripide. In alcuni punti il percorso pedonale diventa talmente stretto da permettere di appoggiare un solo piede per volta. I nostri compagni di viaggio californiani, dotati di piedi più lunghi dei nostri, si sono appoggiati più volte alle pareti del canyon per poter passare.

Carbin durante il percorso ci racconta aneddoti e storie dei nativi d’America, noi ascoltiamo con interesse e cerchiamo di documentare quanto più è possibile. Il risultato finale di questa spedizione sarà a due zeri: oltre 300 foto e 15 video girati qui sotto. E di questo materiale dobbiamo ringraziare Carbin, la guida, che con molta pazienza si è fermato tantissime volte per permettere a tutti di fotografare scorci ed angoli di questo luogo.

ED E’ COME ESSERE DENTRO UN QUADRO

Anche la guida scatta fotografie, spesso con i nostri smartphone per farci vedere con più precisione dettagli e sfumature. Ci indica addirittura i migliori angoli e le modalità di ripresa più accattivanti. Insomma una vera fonte di sapere a 360 gradi.

I fasci di luce sono difficili da fotografare, ma finiamo la gita entusiaste ed ammaliate da così tanta bellezza. Se qualcuno vi dirà che Antelope non vale la pena, non credetegli, andate di persona e vedrete con i vostri occhi la bellezza di questo luogo.

Horseshoe Bend - Antelope Canyon

La visita guidata dura circa 70 minuti e vale ogni singolo dollaro versato. Abbiamo visto forme e curve così originali da sembrare di essere in un quadro. E che colori. Il sole che filtra dall’alto disegna colori e sfumature impensabili. E pensare che eravamo partite prevenute dai tanti post letti su social e blog dove qualcuno aveva scritto di aver trovato colori scialbi, scoloriti e poco attrattivi e che tutte le foto sono ritoccate (perchè esistono foto non ritoccate su internet?).

Ebbene, per noi non è andata così. Sarà stata la stagione, sarà stato l’orario, ma noi le pareti colorate, le sfumature e le ombre le abbiamo viste tutte. E la realtà è andata ben oltre le nostre aspettative! Antelope Canyon è una vera meraviglia della natura.

FORME E COLORI AD ANTELOPE CANYON

Usciamo dal sottosuolo arrampicandoci sull’ultima scaletta. Salutiamo e ringraziamo Carbin che stringe la mano ad ognuno di noi, regalandoci una bottiglietta di acqua fresca. Camminiamo verso il parcheggio con Antelope Canyon negli occhi e la prossima tappa nella mente: Monument Valley e il vecchio west.

13 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *