);
Olio extra vergine di oliva
Food: news e consigli sul cibo

L’olio extravergine, dove è nato e quanto ne usiamo in Italia

L’olio extra vergine è sicuramente uno degli alimenti più diffusi nel nostro paese e nell’area del mediterraneo dove vi sono i principali produttori. Francia, Italia, Grecia, Spagna e Portogallo sono i paesi che più ne producono e ne esportano all’estero. Per noi italiani in particolare è un alimento diffuso tanto quanto la pasta.

La spremitura delle olive è iniziata intorno al 4000 a.C. Vi sono documenti che ne provano la diffusione in Armenia, Palestina e India, non tanto in campo alimentare, ma in campo cosmetico e farmaceutico.

Quando è iniziata la diffusione dell’olio extra vergine in Italia?

I primi a coltivare gli olivi e commercializzare l’olio nel Mediterraneo sono stati i greci. Mentre in Italia i primi ad utilizzare e a classificare l’olio in base alla spremitura sono stati i romani, almeno fino alla caduta dell’Impero romano. Durante questo particolare periodo storico, la produzione di olio venne a mancare e cadde in disgrazia e per diverso tempo, sopravvissero solo pochi oliveti.

Italia primo produttore del Mediterraneo già nel 1400

Nel 1400 l’Italia è di fatto il maggior produttore di olio d’oliva della zona mediterranea. Durante questo periodo però iniziano a diffondersi altri grassi vegetali e animali utilizzati in campo alimentare al posto dell’olio d’oliva portando alla prima vera crisi dell’olio. La coltivazione e la produzione di olio viene quasi del tutto delegata a monaci cistercensi e alle suore benedettine che ne hanno mantenuto la conservazione.

Intorno al 1700 l’olio inizia ad essere classificato anche per provenienza geografica e intorno al 1820 si inizia ad esportare il prodotto nelle Americhe. Ma è nel secolo successivo che il boom economico segna il successo dell’olio extra vergine di oliva, proprio all’inizio del ‘900 l’olio inizia a sostituire in parte i grassi animali utilizzati in cucina.

Oggi l’olio in Italia è un alimento talmente diffuso che si stima un consumo procapite medio di circa 12-14 litri l’anno. Non male se pensiamo all’olio come un condimento e non ad un vero e proprio alimento.

Eventi nazionali dedicati all’olio extravergine

E’ curioso sapere che se è vero che gli italiani sono grandi fruitori dell’olio extra vergine di oliva è anche vero che gli italiani non ne riconoscono la qualità. Oltre il 50% degli italiani non sa riconoscere un olio evo di qualità e questo perché manca in Italia una vera e propria tradizione di degustazione. Un po’ come quella del vino. Questa fotografia è stata scattata da Uniprol, durante il primo incontro Evoo trends, evento dedicato al mondo olivicolo e oleario.

L’edizione 2022 di EVOO TREND che si è tenuta a Roma a settembre ha in qualche modo provato a ridurre il gap e a promuovere eventi e workshop per imparare a riconoscere un olio di qualità.

Lo scorso anno per noi è stato importantissimo perché abbiamo fatto la nostra prima degustazione d’olio extra vergine, esperienza che promuoviamo ogni volta che possiamo. Per noi, che da anni abitiamo in Toscana, l’olio è un alimento troppo importante e per questo va rispettato e riconosciuto.

Caratteristiche per riconoscere un olio extravergine di qualità

Per riconoscere un olio di grande qualità bisogna usare l’olfatto. E’ questo il senso che più di tutti può determinare un olio buono da uno cattivo. Partiamo dal presupposto che un olio che non ha odore è di certo un olio cattivo. O meglio potrebbe essere un olio contraffatto. Se invece l’olio emana odore di chiuso, tendente alla muffa, di certo è un olio conservato male.

Per essere considerato un olio di ottima qualità, il profumo deve tendere all’odore delle olive fresche e dell’erba fresca appena tagliata. Il secondo indizio è il colore. L’olio EVO buono ha un colore verde dorato o verde smeraldo e il suo sapore deve essere fruttato, un po’ pepato e rimandare al sapore dell’erba. Un mix di questi sapori fanno dell’olio evo un olio di alta qualità.

Dove fare la degustazione di olio extravergine in Toscana

Oliveti a Santa Luce (PI)

Partiamo dal presupposto che nella nostra regione l’olio è diffusissimo, se ne trova in ogni luogo e in ogni piccolo paese. Noi conosciamo bene la zona di Pisa e dei monti pisani e per questo vi consigliamo l’itinerario dell’olio dei Monti Pisani che si sviluppa sulla via pedemontana passando dai comuni di Calci, Buti, Vicopisano, San Giuliano Terme, Vecchiano e così via.

Se siete in procinto di organizzare un viaggio o un week end in Toscana, fateci un pensierino. E’ una zona strategica: a pochi km dal mare, a pochi km da Pisa, a poca distanza da Lucca e non molto lontano da Livorno. E poi da qui si può partire per i borghi più belli d’Italia.

Qui trovate tutti gli itinerari dell’olio della regione

Ti è piaciuto l’articolo? Se ti abbiamo incuriosito segui la nostra pagina FB e:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *