);
Riserva dello Zingaro
I nostri Viaggi

Le bellissime calette della Riserva dello Zingaro: ecco la nostra esperienza

La Riserva dello Zingaro è famosa per le sue calette e finalmente possiamo dire di esserci state! Ma quale percorso fare? Bisogna fare il percorso completo? Quanto tempo dedicare a questa meraviglia? Ecco la nostra esperienza! Questo articolo è un po’ diverso dagli altri. Ci siamo immaginate una piccola intervista, come se doveste esserci voi a porci delle domande:

Che cos’è la Riserva dello Zingaro?

La Riserva dello Zingaro è un’area naturale protetta, istituita nel 1983 e si trova tra Castellammare del Golfo e San Vito lo Capo, in provincia di Trapani. E’ diventata famosa un po’ in tutto il mondo per le sue numerose calette e per la natura selvaggia che le circonda. Il percorso intero di sola andata è lungo circa 7,5 km, da percorrere a piedi, tra scogli, sentieri in terra rossa, pietre calcaree e fichi d’India.

Parcheggi, ingressi e costi per visitare la Riserva dello Zingaro

La Riserva dello Zingaro ha due ingressi: l’ingresso NORD e l’ingresso SUD. Noi abbiamo scelto l’ingresso nord perché più vicino a Macari, luogo del nostro primo pernottamento in Sicilia. Il parcheggio è molto grande, ed è gratuito, tenete presente che in parte si trova sulla strada in parte si trova su un piazzone sterrato a due passi dalla biglietteria.

L’ingresso nell’area naturale della Riserva dello Zingaro costa 5 euro a persona. E vi possiamo dire che li merita tutti. Non è necessario prenotare prima o acquistare i biglietti su internet, si può tranquillamente acquistare tutto in loco.

Il percorso è facile? In quanto tempo si completa l’esperienza?

I percorsi principali sono 3. Tutti portano da San Vito lo Capo a Scopello o viceversa (dipende da quale ingresso si parte). Poi ne esistono altri 2 molto impegnativi che attraversano la montagna. Qui ve ne parliamo brevemente, ma ci soffermeremo solo sul tratto che abbiamo percorso noi.

  • PERCORSO SEMPLICE: è il sentiero costiero. E’ un percorso lungo 7,5 km che non richiede particolare allenamento, ma è considerato un percorso di trekking. Ci vogliono circa 2 ore per percorrerlo tutto, senza fermate.
  • PERCORSO MEDIO: è il sentiero di mezza costa, un po’ più impegnativo, ma comunque fattibile, qui le ore di percorrenza salgono a 3, la distanza è la stessa.
  • PERCORSO DIFFICILE: è il sentiero alto. Sicuramente un percorso impegnativo e difficile che consigliano di fare solo ai trekker più esperti. Questo sentiero si percorre in 4 ore e la distanza aumenta a 8 km.

Esistono poi altri due percorsi, ancora più impegnativi: il sentiero Passo del Lupo che è lungo circa 13 km, percorrenza stimata in 8 ore e il percorso Bosco Scardina di cui non vi sono tantissime informazioni online.

Lungo la riserva dello Zingaro vi sono diversi rifugi, tenetene conto se volete provare a percorrere i tratti più lunghi. Qui trovate tutte le informazioni aggiornate sugli itinerari mentre qui potete scaricare la cartina completa

Come vestirsi per affrontare la Riserva dello Zingaro?

Noi consigliamo un equipaggiamento da trekking, leggero, ma coprente. Un abbigliamento che poi possiate cambiare durante il percorso. Ora vi spieghiamo meglio.

Servono scarpe adatte a camminare, da evitare assolutamente ciabatte, infradito e sandali. Se riuscite, mettete dei pantaloni lunghi leggeri, di colore neutro, per via della terra, degli insetti e delle rocce. Anche un copricapo è d’obbligo, considerate che la strada da percorrere è tutta al sole, non vi sono zone d’ombra di nessun tipo e in questa zona il caldo si fa sentire parecchio. Noi siamo andate a settembre e c’erano 35 gradi. Con vento di scirocco il caldo percepito aumenta aumenta almeno del 35%.

Portate con voi MOLTA ACQUA. I pozzi che si trovano lungo la via non sono potabili. Servono solo per rinfrescarsi.

Ultima cosa, non dimenticate il costume da bagno! Vi consigliamo di muovervi tra le calette con abbigliamento bagnato addosso. Questo vi farà sopportare meglio il caldo. Solo così abbiamo affrontato bene il percorso di ritorno.

Si può mangiare all’interno della Riserva dello Zingaro?

Certamente si può mangiare. Ma non cercate ristoranti o locali. Qui non ce ne sono, dunque portatevi il cibo da casa.

Nel parcheggio c’è un chiosco che vende gelati, bibite e sicuramente anche cibo, ma una volta entrati in Riserva non ci sarà più nulla.

Voi cosa avete fatto e perché avete scelto questo percorso?

Come accennato precedentemente abbiamo optato per il sentiero costiero. Ma non abbiamo fatto tutto il percorso, ci siamo limitate a vedere le prime due calette.

Il motivo della nostra scelta è stato dettato dal fatto che entrambe non possiamo prendere molto sole e di conseguenza ci siamo dovute allineare con le nostre esigenze fisiche. Se non avete problemi particolari, fate tutto il percorso. Siamo certe che merita davvero e che non sia impossibile da fare.

Al massimo potete dividerlo in due: arrivate a Scopello. Vi fermate una notte in rifugio e il giorno dopo tornate indietro.

La Riserva dello Zingaro è per tutti? Possono farla anche i bambini?

Il percorso costiero è fattibile per la maggioranza della popolazione.

Tuttavia non abbiamo visto bambini al di sotto dei 10 anni. Visto il percorso sconsigliamo l’escursione per bambini al di sotto di questa età. Impensabile fare la Riserva dello Zingaro con neonati o con bambini che necessitano di passeggini o carrozzine. No proprio no. E poi .. fa troppo caldo!

Idem per disabili e anziani che hanno difficoltà a camminare. Non è un’escursione adatta.

La prima tappa della nostra Riserva dello Zingaro: Cala Tonnarella

Il panorama che vedrete una volta passata la biglietteria è talmente bello che non vi sembrerà nemmeno di camminare tanto. La strada in alcuni punti è tortuosa, ecco dunque spiegato il motivo di avere scarpe comode e chiuse, le infradito lasciatele a casa. Non servono neanche in spiaggia. Per le calette invece consigliamo scarpini da scoglio, dato che in spiaggia e in acqua ci sono i sassi.

Per raggiungere Cala Tonnarella ci vogliono circa 20 minuti di camminata.

Siamo arrivate intorno alle 9:45 di mattina, quando la caletta non era ancora molto affollata. Abbiamo nuotato in un mare strepitoso, pulitissimo e dai colori splendidi. Abbiamo scattato diverse foto subacquee e girato brevi video che avrete visto sulle stories di instagram, se non l’avete fatto potete recuperare.

Verso le 11:40 abbiamo lasciato Cala Tonnarella per dirigerci verso la seconda caletta. Con il senno di poi sarebbe stato meglio raggiungere subito Cala Torre dell’Uzzo e poi fermarci a Cala Tonnarella nel percorso di ritorno, ma il gran caldo ci ha fatto pensare subito al tuffo per rinfrescarci. In realtà poi non cambia molto, ma pensateci!

Seconda tappa: Cala Torre dell’Uzzo

Il percorso che da Cala Tonnarella porta a Cala Torre dell’Uzzo, è abbastanza pianeggiate. Basta seguire la costa. Il caldo è insopportabile, la terra rossa sotto i piedi macchia le scarpe e i vestiti. Durante il percorso incontriamo una grande area picnic che sicuramente ci servirà più tardi, quando decideremo di mangiare qualcosina per il pranzo. Ci vogliono 25 minuti di camminata per arrivare a destinazione. E’ già affollata, ma noi non vediamo l’ora di rinfrescarci e buttarci “a’mare”.

Facciamo un bagno rinfrescante di circa un’ora poi iniziamo il percorso di rientro. Solo le 13:20. Il caldo è all’apice. Percorriamo la strada fino all’area picnic con le maglie intrise d’acqua. L’area ristoro è rivolta verso il mare e il panorama è qualcosa di unico. Non c’è praticamente nessuno. Mangiamo velocemente i nostri sandwiches portati da casa e ci godiamo per qualche minuto il quadro che abbiamo davanti agli occhi.

Scappiamo poco dopo per un’invasione di vespe attratte dal profumo di cibo. Non ci avviciniamo nemmeno al pozzo d’acqua, anche lì affollato di insetti. Riprendiamo il percorso di rientro, ma ci fermiamo a fare un ultimo bagno a Cala Tonnarella, per rinfrescarci e permettere al nostro corpo di riuscire a sopportare il caldo fino al parcheggio.

E’ un bagno fugace, ma rilassante. Le persone in spiaggia stanno pranzando. Noi e pochi altri ci godiamo l’ultimo bagno alla Riserva dello Zingaro. Ci incamminiamo con la maglia bagnata, il sale sulle labbra e il vento tra i capelli certe di aver fatto un’esperienza indimenticabile.

Pixdiary

Ti è piaciuto l’articolo? Se ti abbiamo incuriosito segui la nostra pagina FB e:

One thought on “Le bellissime calette della Riserva dello Zingaro: ecco la nostra esperienza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *