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Immortale Venezia, by night.

Immortale Venezia: la città che non stanca mai

Ci saremo state una decina di volte a Venezia, ma ogni volta troviamo qualcosa di nuovo da vedere o da rivedere. E così via per un altro week end fai da te! A Venezia ci si sente a casa, ma allo stesso tempo sembra di non esserci mai state.

Venezia offre infinite possibilità, anche con il tempo più avverso si riesce sempre a trovare qualcosa da fare. Noi arriviamo a Venezia intorno a mezzogiorno in una bella giornata di sole e sappiamo già che c’è lo sciopero dei mezzi pubblici, questo significa: niente vaporetti. Ma non importa, noi siamo venute a Venezia non per esplorare la città, ma per passare due giorni su e giù tra i canali veneziani.

Ci avviamo subito in hotel, che si trova a due passi dalla stazione e dopo aver depositato bagagli andiamo a pranzo in un fast food. Non vogliamo rovinarci la cena prenotata in un ristorante molto carino per festeggiare il compleanno di Moira e vogliamo stare leggere.

Recensione Resort Ca’ Nigra Lagoon Resort – VOTO 9/10

Il Resort Ca’ Nigra Lagoon è un hotel 4 stelle posto in una posizione ottimale per girare Venezia, sia che si vuole andare a piedi sia che si vuole usare i mezzi. Noi l’abbiamo prenotato tramite booking e abbiamo preso il pacchetto con la colazione inclusa. Ci siamo trovate molto bene, la struttura è bellissima, curata e molto pulita. Lo staff è gentile e sempre molto disponibile e attento alle richieste. Abbiamo apprezzato molto la sala della colazione con vista sul canale e il giardino esterno. Ci torneremmo volentieri.

Subito dopo pranzo ci avviamo verso Piazza San Marco, il centro del mondo. Sta arrivando l’acqua alta. Che bello. Non c’era mai capitato nelle nostre visite precedenti. Abbiamo visitato Venezia d’estate con 40 gradi, d’inverno con la nebbia e l’umidità, ma l’acqua alta ci mancava! Ci sediamo in un caffè e guardiamo la fiumana di gente passare. Ci chiediamo se sarà mai possibile vedere Venezia deserta.

Rientriamo in hotel verso le 18 e ci prepariamo per la cena.

Recensione del ristorante Hostaria Osottoosopra voto 9/10

Arriviamo al ristorante Hostaria Osottoosopra con qualche minuto di anticipo. Il locale ci fa subito un’ottima impressione. La carta presenta piatti della tradizione veneziana rivisitati in chiave moderna. Prendiamo tre portate a testa, un antipasto, un primo e l’irrinunciabile dolce. Del resto è una festa di compleanno. Il manager ci offre un aperitivo nell’attesa. Cosa molto gradita da entrambe.

I piatti sono molto curati e i gusti fondono la tradizione veneziana con le più moderne tecniche di impiattamento e cottura. Noi abbiamo preso il tris di antipasti con polenta, sarde in saor e il classico baccalà mantecato. Tutto ottimo. Di primo abbiamo scelto ravioli al nero di seppia e i famosi bigoli con sarde. Come dolce ci hanno servito un’ottima cheesecake. Il conto è stato giusto – abbiamo speso circa 35 euro a testa, compreso il vino.

Se volete mangiare bene, questo è un posto da tenere in grande considerazione.

Il mattino dopo ci svegliamo con calma per andare a visitare il ghetto ebraico e tornare verso Piazza San Marco. L’obiettivo della giornata è fare un aperitivo nella zona centrale e proseguire con il pranzo in un’altra Trattoria (leggi la recensione qui).

Da subito ci rendiamo conto che andare in centro a piedi potrebbe rivelarsi un’impresa. L’acqua è aumentata e aumenterà ancora. Ma non ci perdiamo d’animo. Giriamo tutta la mattina cercando ponti e ponticelli meno battuti e lontani dall’acqua. A Piazza S. Marco iniziano a vendere calzari di plastica per i turisti. Glissiamo l’offerta. 20 euro per un paio di copri scarpe in cellophane. Anche no.

Il pomeriggio lo passiamo a zonzo, tra i negozi del centro cercando posti all’asciutto. Inizia a diventare complicato girare a piedi senza protezioni. Ma per noi è già ora di tornare a casa. Impacchettiamo le nostre cose e ci avviamo verso la stazione. L’acqua è entrata un po’ nella hall dell’hotel, ma lo staff si sta dando da fare affinché tutto fili liscio.

Il nostro week end finisce qui con l’acqua alta e la soddisfazione di essere state a Venezia senza utilizzare mai il vaporetto.

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