Santorini è stata la nostra prima volta in Grecia, un’esperienza che non dimenticheremo e, a dirla tutta, la prima volta per tante cose: la prima volta che abbiamo prenotato un pacchetto volo più hotel, la prima volta che ci siamo affidate a qualcuno invece di organizzare tutto noi. E soprattutto — cosa che all’epoca ci sembrava quasi banale — la prima volta che abbiamo assaggiato lo yogurt greco, quello vero.
Di solito organizziamo tutto, dalla A alla Z. Non avevamo mai preso seriamente in considerazione l’idea di affidarci a un pacchetto preconfezionato. Ma quella volta il tempo mancava, la voglia di perderci in ricerche anche, e così abbiamo fatto una cosa insolita per noi: ci siamo affidate al fato. Abbiamo trovato Logitravel, portale che non conoscevamo, e ci siamo ritrovate con un’offerta difficile da ignorare — sette giorni a Santorini, volo andata e ritorno da Milano, hotel tre stelle con colazione, tutto compreso in due. Un prezzaccio, e ne abbiamo approfittato.
Il primo giorno: sabbia nera e pancake alle dieci di mattina

Siamo partite di prima mattina con un volo Meridiana da Linate. Atterraggio in orario nel piccolissimo aeroporto di Santorini, Raffaella che supera la prova aereo alla grande, taxi fino al Rivari Hotel di Kamari. Check in, valigie in stanza, e subito fuori a capire in che posto ci trovavamo.
La prima cosa che colpisce di Santorini — ancora prima delle case bianche, ancora prima della caldera — è la sabbia. Scura, quasi nera, figlia del suolo vulcanico. Non è quello che ti aspetti dal Mediterraneo. Eppure quel nero accostato al blu intenso del mare ha qualcosa di ipnotico, di stranamente bello.
Ci siamo sedute al primo locale sul lungomare, erano le dieci di mattina ma in piedi eravamo dalle quattro, e abbiamo ordinato due pancake giganteschi con due cappuccini. Siamo rimaste lì quasi due ore, a pianificare la settimana, senza che nessuno venisse a chiederci di liberare il tavolo. Stavamo così bene che per il pranzo non ci siamo nemmeno spostate — due sandwich leggeri, il primo tuffo nelle acque greche nel pomeriggio, e la certezza che quella settimana sarebbe andata bene.
L’hotel Rivari: pulito, tranquillo con pool bar

Il Rivari Hotel è un tre stelle a Kamari, a circa otto minuti di taxi dall’aeroporto. Arredato in stile greco — bianco e blu, come da tradizione — con stanza spaziosa, balcone utile per asciugare costumi e teli mare, e un giardino roccioso dove si stava bene nelle ore più fresche.
Ha funzionato tutto, il personale gentile e attento, la piscina con il pool bar era il posto giusto per le pause di metà giornata. La colazione abbondante, con buona scelta tra dolce e salato. E poi c’era lo yogurt con il miele — ma di quello parliamo dopo.
L’unica nota dolente: il bagno e non è un problema isolato a Santorini. In tanti hanno segnalato questo tipo di disagio. Il nostro bagno era molto spazioso, ma la doccia senza vetri di contenimento porta ad allagamenti continui. Piccola cosa, ma dopo sette giorni un po’ stanca. A parte questo, ci siamo trovate benissimo e lo consigliamo senza riserve per chi cerca un base comoda e tranquilla senza spendere una fortuna. Spesso a Santorini troverete dei cartelli che vi chiedono di NON buttare la carta igienica nel WC. E’ una necessità per via delle fognature, ma non è disagevole. Nel nostro hotel questo piccolo inconveniente NON c’era.





Noleggiare l’auto: non è uno sfizio, è una necessità

La sera del primo giorno avevamo già deciso: il giorno dopo avremmo noleggiato un’auto. Non per comodità, ma per necessità. I bus ci sono, ma in alta stagione salirci è un’impresa — posti esauriti, attese lunghe, e comunque le corse non coprono tutto quello che volevamo vedere.
Ci siamo affidate a MotorInn, compagnia locale: 234 euro per sette giorni, auto consegnata direttamente in hotel. Comodissimo, anche se col senno di poi avremmo risparmiato qualcosa ritirandola direttamente in aeroporto all’arrivo.
Il consiglio che vale ancora oggi: scegliete un’auto piccola. Le strade di Santorini sono strette, i parcheggi nei villaggi turistici quasi inesistenti, e in alcuni tratti sterrati verso le spiagge meno battute un’auto grande diventa un problema. Piccola è meglio, sempre.
Il tramonto di Oia: sì, è davvero così bello

Ne avevamo sentite di tutti i colori. Troppi turisti, troppo Instagram, troppo tutto. Siamo andate lo stesso, ovviamente. E il tramonto di Oia è esattamente come nelle foto — anzi, è meglio, perché nelle foto non c’è il silenzio che cala quando il sole tocca il mare.
C’è folla, è vero. Ma il tramonto sopravvive benissimo alla folla. Noi ci siamo trovate un angolo un po’ defilato e abbiamo aspettato. Vale ogni minuto.
Da Oia a Thira a piedi: la camminata che non dimenticheremo
Una delle cose più belle della settimana non stava in nessuna lista di “cose da fare a Santorini”. È stata una scelta dell’ultimo momento: lasciare l’auto a Oia e tornare a Thira a piedi, sul sentiero che corre lungo il bordo della caldera, sotto il sole del pomeriggio.
Non era la preparazione ideale — né per l’ora, né per le scarpe. Ma è stata una di quelle esperienze che ti rimangono. Il sentiero attraversa villaggi quasi privi di turisti, con la caldera sempre alla sinistra che cambia colore con la luce. Se avete gambe e scarpe comode, non perdetevela. Noi la rifaremmo subito.
Il cibo: promosso a pieni voti






Da brave italiane, il cibo è sempre una priorità. A Santorini non abbiamo avuto nessuna delusione — abbiamo mangiato bene praticamente ovunque, con un prezzo medio di 15-18 euro a persona.
Top 3 piatti da non perdere a Santorini:
Horiatiki — la classica insalata greca con feta, cetrioli, cipolle, pomodori, olive e capperi, condita con olio, sale e origano. Spesso servita con fette biscottate croccanti. Semplice e perfetta.
Lo yogurt con il miele — ne abbiamo mangiato tanto, a tutte le ore. Quello vero, quello greco, è una cosa completamente diversa da quello che si trova in Italia: denso, cremoso, con il miele sopra esattamente come lo usano gli abitanti dell’isola. Non l’abbiamo mai trovato uguale da nessuna altra parte.
Moussaka — l’abbiamo ordinata con qualche dubbio, in piena estate. Ci ha sorprese: strati di patate e melanzane con ragù e besciamella, servita bollente — anzi, ustionante. Gustosa e molto nutriente, simile alle nostre lasagne ma senza pasta. Unico consiglio: non mangiatela prima di andare in spiaggia.
Le migliori spiagge di Santorini
Chi va a Santorini non va per le spiagge. Dicono così. Ma non è vero, perché una volta che si arriva sull’isola d’istinto vi verrà di girare il più possibile per cercare la vera spiaggia che fa per voi. Quello che possiamo dirvi noi, che l’isola l’abbiamo girata tutta, è che le spiagge ci sono e che bisogna solo trovarle. Abbiamo scritto un articolo che parla proprio delle migliori spiagge di Santorini, quelle che secondo noi meritano di essere viste e vissute. Cliccate sul pulsante colorato per vedere le nostre top 3:
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