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Vivere più green si può: “Storie Sfuse” ci spiega come

Intervista alle quattro ragazze milanesi che hanno aperto “STORIE SFUSE”, l’account Instagram che diffonde la filosofia green.

Vivere più green si può, e “Storie Sfuse” ci spiega come! Quante volte sentiamo le parole plastic free, organic, zero waste, ecosostenibilità, green life e così via? Un sacco di volte, soprattutto nell’ultimo anno. Sembra diventata quasi una moda, ma in realtà è un modello di vita che aiuta davvero l’ambiente.

Durante le nostre ricerche di soluzioni ecologiche per i nostri viaggi ci siamo imbattute su un account instagram che ci ha fatto davvero fare il salto di qualità. Stiamo parlando di STORIE SFUSE, un account IG aperto da quattro ragazze milanesi che hanno iniziato un percorso eco sostenibile davvero originale.

Siamo molto orgogliose di ospitare sul nostro blog l’intervista esclusiva che ci hanno concesso Anna Meda, Anna Milani, e le sorelle Marica e Milena Maifredi.

1. CHI SIETE E COSA FATE PER VIVERE?

Siamo Marica, Anna, un’altra Anna, e Milena. Lavoriamo tutte e quattro a tempo pieno: tre di noi sono designer laureate al Politecnico di Milano, la quarta invece è una logopedista.

I nostri percorsi accademici e lavorativi non sono strettamente legati alla sostenibilità ambientale, ma questo argomento ha piano piano guadagnato spazio nelle nostre vite quotidiane, diventandone una parte integrante.


2. COME NASCE IL PROGETTO “STORIE SFUSE?

Ognuna di noi ha approcciato il tema della sostenibilità ambientale seguendo ad un percorso diverso, poi ormai un anno fa ci siamo rese conto di avere questo interesse in comune.

Ha preso forma così l’idea di far nascere un progetto che fosse un modo per condividere con altre persone ciò che già stavamo sperimentando e imparando, ovvero soluzioni per ridurre il consumo di plastica usa e getta e i rifiuti in generale, con l’obiettivo finale di ridurre il nostro impatto ambientale.

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3. PLASTICA: è POSSIBILE FARNE A MENO? VOI COME CI RIUSCITE?

Ci teniamo molto a specificare che la plastica non va demonizzata a prescindere: è un materiale con elevate potenzialità e in molti ambiti davvero fondamentale (pensiamo ad esempio all’ambito sanitario oppure a quello automobilistico in cui permette di ridurre il peso dei veicoli e quindi le emissioni!).

Il problema è l’uso sconsiderato di plastica usa e getta: ed è proprio qui che i nostri sforzi si concentrano! Farne a meno del tutto, nella società odierna,
è utopistico. Ciò non significa però che non si possa agire per ridurre i propri rifiuti (in realtà, non solo plastici): noi cerchiamo in ogni ambito della quotidianità – cucina, cura della persona, pulizia della casa, lavoro, viaggi – di trovare l’alternativa più sostenibile.

Ad esempio non compriamo bottiglie d’acqua in plastica, preferiamo frutta e verdura sfuse come anche legumi e cereali, usiamo saponi solidi e refill e al supermercato prediligiamo packaging più facilmente riciclabili o confezioni compostabili. Ciò comporta una certa attenzione e anche un bel lavoro di ricerca!

4. IL MOVIMENTO DI GRETA THUMBERG HA INFLUENZATO IN QUALCHE MODO IL VOSTRO PROGETTO?

Indubbiamente. Al di là della figura di Greta, pensiamo sia importante concentrarsi sugli aspetti positivi del movimento da lei creato. Non si può negare, infatti, che lei sia stata capace di smuovere coscienze in tutto il mondo e incoraggiare le persone a prendere una posizione rispetto a questi temi.

Questo ci ha dato e ci dà molta fiducia. È anche grazie a lei se l’attenzione mediatica riguardo i fenomeni di cambiamento climatico e inquinamento è cresciuta tantissimo.

Inoltre, il suo movimento ha aiutato anche noi ad acquisire sempre più consapevolezza su questi temi e sulla necessità di ridurre il proprio impatto ambientale anche in termini di emissioni, non soltanto di produzione di rifiuti.

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5. ULTIMAMENTE SI PARLA MOLTO DI ECOSOSTENIBILITA’, A VOLE A SPROPOSITO. COM’è STATO IL VOSTRO APPROCCIO CON IL MONDO “GREEN”?

È vero, ultimamente si parla molto di questo tema (e ciò ci fa ben sperare!) però purtroppo non sempre in modo preciso o corretto: è per questo che noi teniamo molto ad includere fra i nostri contenuti dati, definizioni ed articoli con basi scientifiche.

Pensiamo comunque che sia normale un po’ di confusione iniziale: quello della sostenibilità ambientale è un tema davvero complesso e anche noi, all’inizio del nostro percorso, abbiamo avuto bisogno di tempo per informarci e studiare, ognuna partendo dall’ambito che sentiva più vicino a sé.

Per esempio, Milena ha iniziato ad appassionarsi alla cosmetica ecobio diversi anni fa e questo l’ha portata ad approfondire molto il tema. Anna invece ha approcciato questo mondo partendo dall’alimentazione vegana, Marica ha aperto gli occhi dopo aver fatto una ricerca sul tema per l’azienda dove lavora e l’altra Anna ha scoperto il movimento zero waste durante un
periodo di vita in Cina.

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6. DI RECENTE AVETE LANCIATO UNA CAMPAGNA ALIMENTARE. IN CHE MODO POSSIAMO CONTRIBUIRE AD ABBASSARE LE EMISSIONI?

L’impatto dell’alimentazione è molto significativo: le nostre scelte, considerando che vengono ripetute più volte al giorno, hanno una grande rilevanza. È indiscutibile che gli allevamenti animali (soprattutto quelli intensivi) generino quantità incredibili di emissioni di gas serra, oltre ad indurre lo sfruttamento di risorse quali suolo e acqua.

Per questo è importante ridurre il consumo di carne e derivati come i latticini. In questo senso anche noi stiamo migliorando: oltre ad Anna – vegana ormai da tempo – anche noi altre stiamo inserendo più pasti possibili a base vegetale nella nostra dieta.

Non significa dover diventare vegani da un giorno all’altro, ma ridurre le volte a settimana in cui si consumano questi prodotti è già un modo efficace per contribuire a ridurre le proprie emissioni!

Si può contribuire alla riduzione delle emissioni anche combattendo lo spreco alimentare, purtroppo ancora diffusissimo. Programmare i pasti settimanali, sperimentare ricette con ciò che è rimasto in frigorifero, o ancora comprare al supermercato i prodotti in scadenza sono esempi di comportamenti semplici che ci permettono di ridurre questo spreco.

A questo proposito si sta diffondendo un’app utilissima, TooGoodToGo, tramite cui il consumatore può acquistare nei negozi che aderiscono dei pacchetti di prodotti in scadenza a prezzi davvero scontati!

7. QUALI SONO SECONDO VOI GLI STRUMENTI PIù UTILI ALLA RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO?

Abbiamo un elenco molto lungo! Dipende prima di tutto da cosa intendiamo per “inquinamento”. Se parliamo di riduzione dell’impronta di carbonio, i primi strumenti possono essere il cambiamento della propria alimentazione, l’acquisto di prodotti locali, preferire i mezzi pubblici e compensare le proprie emissioni quando ciò non è possibile (per un viaggio
aereo ad esempio, sul sito myclimate.org).

Se parliamo di riduzione dei rifiuti, altri strumenti possono essere l’acquisto di alimenti sfusi o con packaging sostenibile; l’acquisto di prodotti di seconda mano (tra cui i vestiti) e – in generale – la riduzione degli acquisti.

8. SE AVESTE UNA BACCHETTA MAGICA, QUALE SAREBBE LA PRIMA COSA CHE FARESTE PER L’AMBIENTE?

Che bella domanda! Probabilmente faremmo in modo che ognuno – proprio ogni persona sul pianete – avesse improvvisamente chiaro in mente cosa potrebbe fare per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e iniziasse ad agire in prima persona per invertire la rotta.


9. QUAL è IL PRODOTTO “PLASTI FREE” CHE HA RIVOLUZIONATO MAGGIORMENTE LA VOSTRA QUOTIDIANITA’

Per Milena e Marica sicuramente la borraccia e l’utilizzo delle bottiglie di vetro in casa. Sono prodotti semplicissimi ma che hanno permesso loro di ridurre notevolmente la quantità di rifiuti plastici prodotti.

Per Anna (Milani) probabilmente il deodorante fatto in casa. Si tratta infatti di un prodotto fondamentale per l’igiene personale quotidiana, di cui non facciamo mai a meno. Iniziare ad auto-produrselo ha reso evidente quanto possa essere semplice cambiare anche alcune delle abitudini più radicate nelle nostre routine.

Invece per Anna (Meda) sono tutti i prodotti – alimentari e non – legati alla cucina, che è una sua passione. Trovare il modo per trasformare questa passione e renderla ancora più sostenibile è stata una bella soddisfazione.

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10. QUALI SONO I VOSTRI PROGETTI/OBIETTIVI PER IL 2020?

Sicuramente continuare a diffondere il nostro messaggio, coinvolgendo sempre più persone, anche chi finora non ha mai prestato troppa attenzione ai problemi ambientali. Sentire persone che fanno i primi passi dopo aver conosciuto la nostra pagina ci riempie di orgoglio!

E siamo convinte che da ogni piccolo cambiamento quotidiano derivi un grande impatto. Noi continueremo in prima persona ad impegnarci e soprattutto ad informarci ed imparare, per proseguire il nostro percorso nel mondo della sostenibilità.

Per il 2020 ci piacerebbe approfondire sempre più i legami con i nostri followers, oltre che con brand o figure connesse al mondo della sostenibilità ambientale.

Per la fine del 2019 abbiamo in programma anche alcuni eventi live – a cui parteciperemo come ospiti – per diffondere buone pratiche ed idee su ciò che in prima persona è possibile fare: ci auguriamo di poter proseguire su questa strada!

4 Comments

  • Annalisa Trevaligie-travelblog

    Proprio ieri sera, una volta buttati i tortellini nell’acqua bollente, ho guardato la confezione per capire come riciclarla. Non sembrava ne carta ne plastica. Al che comincio a leggere la politica dell’azienda per limitare il più possibile l’uso della plastica etc etc etc…. poi in fondo, minuscolo, leggo “ confezione non riciclabile “ Assurdo. In un attimo il pastificio ha perso una cliente, e la credibilità sulla tutela ambientale. Non mi interessa leggere quanto ci si stia impegnando in determinati ambiti, mi interessa chi fa! Non comprerò mai più confezioni del genere, e faccio un mea culpa per non aver già letto in negozio la dicitura.

    • Valeria

      Queste sono belle inoziative ed è bello farle conoscere, per applicarle a tutti i campi, compresi i viaggi, per restare in tema. Uno dei problemi del plastic free è che paradossalmente i cibi sfusi, che dovrebbero costare di meno perchè privi dei costi del packaging, spesso costano di più per scelta di marketing, perchè i produttori sanno di rivolgersi ad un pubbblico più cosciente e disponibile a pagare per le sue scelte etiche. Ci vorrebbero forse incentivi pubblici alle scelte ecologiche.

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