Last Updated on 15 Giugno 2026 by Food&Viaggi

C’è un tipo di stanchezza che non si sente nelle gambe. Si annida più in profondità — nelle spalle, nello sguardo, in quel modo in cui arrivi a sera e non hai più voglia di parlare. Era quella che portavamo con noi quando, in un pomeriggio grigio di febbraio 2019, abbiamo caricato le valigie in macchina e preso la strada per Chianciano Terme.

L’idea era semplice: sparire per un weekend. Niente agenda, niente notifiche, niente da fare se non stare ferme e lasciare che l’acqua calda facesse il suo lavoro.


Il viaggio come lo intediamo noi

La Toscana d’inverno ha un suo carattere preciso. Non è la Toscana delle cartoline — quella dei girasoli e dei cipressi dorati, dei papaveri sotto il sole di luglio. È qualcosa di più asciutto, sbiadito e, a modo suo, onesto. I campi sono nudi, la terra è scura, la nebbia bassa si appoggia sui colli come se non avesse fretta di andare da nessuna parte. C’è qualcosa di riposante in un paesaggio che non deve stupire a tutti i costi. E a noi piace.

Arriviamo a Chianciano nel tardo pomeriggio, traffico quasi inesistente. La luce sta già calando e i lampioni iniziano ad accendersi. Poco alla volta. Decidiamo di fare un giro a piedi prima di sistemarci. Vogliamo sentire il posto, capire dove siamo finite.


Il passato glorioso di una città famosa per le sue terme si sente ancora

Chianciano Terme è una di quelle città che portano il passato scritto in faccia.

Negli anni Sessanta e Settanta era una meta ambita, frequentata, piena di vita. Lo si intuisce ancora camminando: nella larghezza dei viali, nella grandiosità dimessa di certi edifici, nei portici che sembrano costruiti per accogliere folle che oggi non ci sono più. Gli alberghi sono ancora lì — tanti, grandi — ma molti mostrano i segni del tempo. Facciate che si sono sgretolate al sole e che non hanno più avuto molta attenzione. Insegne vintage che resistono, ma che non convincono più.

In un posto così c’è qualcosa di malinconico e bellissimo allo stesso tempo — è come sfogliare un album di fotografie di qualcuno che non conosci, ma la cui storia riesci ad intuire facilmente. Questa città ha avuto la sua stagione splendida, ora attraversa qualcosa di diverso. La decadenza di alcuni luoghi che non si sono mai ripresi. Nel 2019 Chianciano era così.

Passiamo davanti all’ingresso delle Terme Sensoriali, ci eravamo state diversi anni prima. I giardini sono in disordine, la portineria è vuota, il cancello socchiuso sembra aspettare qualcuno che non arriverà mai. Ci fermiamo un momento in silenzio. Poi Raffaella dice: “Speriamo sia così solo in inverno.” Annuisco, anche se entrambe sappiamo che probabilmente è sempre così.

Inizia a calare la temperatura. Rientriamo in hotel per la cena con l’idea di fare un bagno alle terme dopo cena. Questo è il programma.


La sera, la cena, e una notizia che ci illumina il viso

Il nostro hotel si trova a due passi dal centro. Appena entriamo e ci avviciniamo al banco della reception, la signora che ci accoglie — quasi come se avesse capito che ne avevamo bisogno — ci dice una cosa sola: “La vasca con idromassaggio è aperta anche la notte.”

Ci guardiamo.

Non servono altre parole.

La cena viene servita in una sala grande, elegante, con musica di sottofondo che ha il preciso scopo di non farti pensare a nulla di urgente — e ci riesce benissimo. Mangiamo senza fretta, parliamo di cose leggere, ridiamo di qualcosa che adesso non ricordiamo più ma che sul momento ci è sembrato irresistibile. È già questo, capite? Già questo è il viaggio.


Verso le 21:30 lasciamo la sala da pranzo.

Ci cambiamo, prendiamo gli accappatoi, scendiamo.

Arriviamo nella bellissima piscina nei sotterranei dell’hotel e l’acqua è calda, avvolgente, silenziosa. Il vapore sale lento nell’aria. Non c’è nessun altro. Solo noi due, la vasca, il gorgoglio dell’idromassaggio, e fuori — da qualche parte — il freddo di febbraio che non ci riguarda più.

Restiamo lì fino a mezzanotte passata. Non parliamo nemmeno. Non è necessario. C’è una qualità speciale nel silenzio condiviso con qualcuno che ami — non è vuoto, è pieno di tutto quello che non ha bisogno di essere detto.

A un certo punto Raffaella alza gli occhi verso il soffitto e dice: “Ma lo sai che non mi ricordavo più quanto fosse bello non fare niente?”


Sistema nervoso resettato

La mattina seguente ci svegliamo intorno alle 8, ci avviamo con lentezza alla sala colazione. Fuori le strade di Chianciano sono ancora silenziose. La città continua la sua esistenza quieta, un po’ fuori dal tempo. E noi, per una volta, siamo contente di esserlo anche noi.

La giornata inizia con bagno turco, sauna, docce con cromoterapia, una nuotata in piscina. Sistema nervoso praticamente resettato.


Chianciano Terme non è una destinazione che promette fuochi d’artificio. Non troverete l’energia frenetica di una città turistica in piena stagione, né locali alla moda aperti fino all’alba. Ma troverete qualcosa di rigenerante, vero, un po’ decadente, ma sicuramente vi renderete conto che qui il tempo non esiste. E se siete fortunate come noi — troverete anche una vasca calda disponibile a mezzanotte, e qualcuno con cui starci dentro senza sentire il bisogno di dire nulla.

Per noi è stato esattamente quello di cui avevamo bisogno.

Note di viaggio
Quando: febbraio 2029
Come ci siamo arrivate: in auto
Dove: Chianciano Terme (SI), Toscana
Tipo di viaggio: Esperienze rilassanti


Ultimo aggiornamento