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villaggio operaio crespi d'adda

Perché visitare il villaggio operaio di Crespi d’Adda

Visitare il villaggio operaio di Crespi d’Adda era nei nostri programmi da tempo. Avevamo tanto sentito parlare di questo piccolo paese e ci serviva solo l’occasione giusta!

E’ domenica mattina, i raggi del sole filtrano dalla finestra, il cielo è terso, senza una nuvola, una vera rarità per la Lombardia. E’ la giornata ideale per una gita fuori porta, senza andare molto lontano, cerchiamo una location “nuova” ancora da esplorare, ma vogliamo un posto interessante, una meta non troppo commerciale, ma fotogenica quanto basta.

Ci facciamo accompagnare da Erika, che abita in zona e che entusiasta si rende disponibile a scortarci, insieme alle sue figlie. Ebbene sì: andiamo a Crespi d’Adda, il villaggio operaio sito tra Bergamo e Milano. Una passeggiata rilassante in una zona a noi sconosciuta e certamente una meta non convenzionale.

Crespi d’Adda é il villaggio operaio meglio conservato dell’Europa meridionale e per questo, dal 1995, fa parte del patrimonio Unesco. Certamente non l’unico villaggio operaio in Italia – il villaggio Leumann a Collegno ne è un altro esempio, ma Crespi d’Adda è l’unico che non ha subito cambiamenti architettonici importanti.


VILLAGGIO IDEALE DEL LAVORO

Il villaggio operaio di Crespi è stato voluto e costruito dall’imprenditore del settore tessile Cristoforo Benigno Crespi che iniziò il progetto nel 1875. Un progetto che lo portò a realizzare “il villaggio ideale del lavoro“. La filosofia alla base di questo villaggio era la vicinanza la possibilità di creare un “paese” destinato a tutti coloro che lavoravano per l’opificio Crespi. Chi abitava a Crespi lavorava nell’azienda Crespi. In poche parole chi nasceva qui, cresceva, lavorava e moriva qui. Schiavitù? Forse, ma anche opportunità di una vita “agiata” per l’epoca.

Un “mondo perfetto” dove il re regnava sui sudditi. Crespi viveva nel suo castello, e provvedeva a tutti i bisogni dei “sudditi” dipendenti. Una gestione famigliare che incentivava la produttività aziendale, una società dove ritmi ed esigenze dei singoli ruotavano intorno alle esigenze dell’opificio Crespi.

Ma chi abitava nel villaggio operaio di Crespi aveva benefici che andavano oltre il lavoro: scuole gratuite, materiali e libri di testo forniti dalla stessa famiglia Crespi. Insomma un sistema sociale che funzionava alla perfezione.

Ma Crespi era anche un paese tecnologicamente avanzato: fu infatti il primo paese italiano illuminato con il sistema elettrico Edison e già dai primi del ‘900 poteva vantare una piscina cittadina, al coperto, riscaldata, con spogliatoi e docce dotate di acqua calda. Insomma più che un villaggio operaio, sembrava di vivere in un quartiere vip.

Ma non solo in paese, la famiglia Crespi negli anni si è fatta promotrice di grandi opere che hanno portato innovazione e tecnologia in Lombardia. La costruzione della rete autostradale lombarda e dell’autodromo di Monza sono i due esempi più importanti.


VISITE GUIDATE PRENOTABILI ONLINE

Crespi d’Adda può essere considerata meta di turismo industriale, la visita alla centrale idroelettrica, ancora in funzione e la visita all’interno della fabbrica di cotone sono prenotabili online.

La fabbrica ha chiuso a inizio anni 2000, ma la cittadina è ancora viva, con i suoi 400 abitanti e le innumerevoli presenze di scolaresche e turisti che restano sorpresi da questo contesto così “organizzato” e ben conservato.

A Crespi non manca nulla: la bellissima chiesa si fa notare subito da lontano e poi c’è la scuola, il bar, il ristorante, centrale idroelettrica, castello e anche il cimitero dove si trova il grande mausoleo della famiglia Crespi.

Se dobbiamo essere sincere, sembra di essere in un vero e proprio set cinematografico: bello e autentico!

PHOTOGALLERY

VIDEO UFFICIALE

COORDINATE

Per raggiungere il Villagio Crespi inserite nel navigatore le seguenti coordinate: 45°35’53.8″N 9°32’13.3″E

7 Comments

  • Annalisa Trevaligie-travelblog

    Non conoscevo questo paese è devo dire che sono rimasta affascinata dalle foto e dalle descrizioni. Bellissimo da proporre anche come visita didattica, e credo proprio che lo proporrò al consiglio d’istituto per il prossimo anno. Per questo secondo quadrimestre ormai è saltato tutto, speriamo di recuperare Il prossimo!

  • Giovy

    La città dove sono nata e cresciuta ha un villaggio operaio ancora perfettamente funzionante e attivo. Crespi d’Adda è uno di quei luoghi che ho sempre in mente di vedere. Speriamo di poter tornare a viaggiare presto.

  • Helene

    Ho sentito parlare di questo luogo e mi ero anche documentata un po’ perché ero intenzionata a visitarlo ma non mi si è ancora presentata l’occasione. Spero una volta ritornata la tranquillità di riuscire ad andarci.

  • Julia

    È meraviglioso! Poco distante da casa mi piace spesso farci un giro, ti consiglio per una prossima volta di partecipare ad una visita guidata teatrale

  • Lucia

    Anch’io ho già sentito parlare di questo villaggio ma non ci sono mai stata. Devo dire che ho pensieri contrastanti su questa idea. Apparentemente sembra un’ottima soluzione per i lavoratori ma in realtà era sicuramente una sorta di controllo che veniva esercitato su di loro.

  • Raffaella

    Abitando a 10 minuti da Crespi non ho potuto fare a meno di leggere il tuo post. E’ sempre bello vedere i “nostri” luoghi con gli occhi di chi li veder per la prima volta.

  • Eliana

    Sono stata crespi d’Adda a Pasquetta dello scorso anno: una giornata indimenticabile! Mi è piaciuto molto questo luogo di altri tempi e anche la visita alla centrale mi ha fatto davvero immaginare di vivere durante il boom del settore tessile. Sono contenta che questo luogo si sia preservato e che non sia stato alterato dal tempo.

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