Un itinerario on the road nel cuore dei Paesi Bassi, tra canali, mulini a vento, mercati di fiori e villaggi dove il tempo si è fermato. Tutto quello che dovete sapere prima di partire.

Se state pianificando un viaggio in auto nel Nord Europa e l’Olanda è tra le vostre tappe, questo articolo è scritto apposta per voi. Noi ci siamo fermate quattro giorni pieni, arrivando dall’Alsazia dopo ore di strada, e vi diciamo subito una cosa: l’Olanda non si visita di fretta. Non funziona così. Funziona invece se vi fermate, se vi perdete, se mangiate bene e se lasciate che il ritmo del paese — lento, silenzioso, quasi ostinato nella sua bellezza — vi entri dentro.

Ecco com’è andata. Clicca sulla mappa per vedere meglio le tappe!

Amsterdam: dove dormire se viaggiate in auto

Questa è una delle prime domande pratiche che ci siamo poste prima di partire: dove si parcheggia ad Amsterdam? La risposta è semplice — non si parcheggia in centro, o meglio, non conviene farlo. I parcheggi nel cuore della città sono cari e il traffico è un labirinto di bici, tram e canali.

La nostra scelta è stata il LEVELL Hotel, in zona Stadio, a pochi minuti dalla metropolitana. Fuori dal caos, ben collegato, con parcheggio comodo a circa 12 euro al giorno. Un hotel che non troverete nelle liste dei “più instagrammabili di Amsterdam” ma che ci ha permesso di dormire bene, raggiungere il centro in pochissimo tempo e non impazzire con la macchina. Per chi viaggia on the road, questo tipo di scelta logistica vale quanto una buona recensione gastronomica.

La prima sera, stanche di viaggio, abbiamo cenato in hotel con cibo acquistato durante il viaggio. L’Hotel infatti non ha un ristorante e non ci sono molti locali intorno. Dunque se anche voi guardate i servizi essenziali, sappiate che cenare fuori dall’hotel è un’impresa.

Giorno 1: Amsterdam dall’acqua

Il primo giorno lo abbiamo dedicato alla città, ma con una scelta precisa: vederla dall’acqua prima che dai vicoli. Un giro in barca sui canali è il modo più efficace — e più bello — per capire come è costruita Amsterdam, come respira, come si organizza intorno all’acqua. I canali non sono una decorazione: sono la struttura portante della città.

Dopo la barca, a piedi verso Piazza Dam e il Palazzo Reale, uno dei simboli di Amsterdam che vale la pena vedere anche solo dall’esterno per capire la scala della città. Poi ci si perde — e questa è la parte migliore. I canali del centro storico, le biciclette appoggiate ai ponti, i negozi di formaggi, le librerie. Chilometri accumulati senza nemmeno accorgersene.

Amsterdam è anche una città straordinaria per chi ama lo shopping alternativo e vintage. Camminando per il centro ci siamo imbattute nel KiloShop, al 158 di Jodenbreestraat — uno di quei negozi di seconda mano dove si vende l’abbigliamento a peso, letteralmente al chilo.

Capi di ogni tipo, ammassati in modo caotico e meraviglioso, dove se hai pazienza e un po’ di fortuna puoi trovare pezzi davvero interessanti. Non ci siamo comprate nulla, ma ci siamo fermate a curiosare più di quanto avessimo previsto. È il tipo di posto che racconta Amsterdam meglio di molte guide turistiche: anticonformista, creativa, un po’ anarchica.

Giorno 2: il mercato dei fiori, Anne Frank e il food olandese

Il secondo giorno lo abbiamo aperto con il Bloemenmarkt, il celebre mercato dei fiori galleggiante sul Singel. È turistico, lo sappiamo, ma è anche genuinamente bello — i colori, i profumi, i bulbi di tulipano impilati ovunque. È uno di quei posti che ci si aspetta un po’ kitsch e invece regala comunque qualcosa.

Da lì ci siamo spostate verso il Prinsengracht, dove si trova la Casa di Anne Frank. Non siamo entrate — i biglietti vanno prenotati con molto anticipo e noi non lo avevamo fatto, anche perchè c’eravamo state anni fa. Ma ci siamo fermate fuori, davanti a quel cancello stretto e a quella facciata anonima che nasconde una storia enorme. Vale la pena passarci anche solo così, in silenzio, per qualche minuto. C’è qualcosa di molto potente nel vedere il posto fisico, nella sua semplicità.

Nel frattempo, camminando per la città, ci siamo lasciate tentare dallo street food locale — e qui bisogna essere oneste: le patatine fritte con la maionese olandese sono una cosa seria. Non è la maionese che conosciamo noi — è più densa, leggermente dolce, e con le patatine croccanti appena fritte diventa quasi un’esperienza religiosa. E poi i waffle — buonissimi, caldi, con sciroppo o panna, comprati da uno dei tanti chioschetti in giro per il centro. Sono uno di quei cibi che mangi per strada e ti rimangono in mente per settimane.

Il pranzo vero e proprio è stato uno dei momenti più vividi dell’intero viaggio: The Seafood Bar, vicino alla Stazione Centrale. Se siete amanti del pesce, questo posto è una tappa obbligatoria. Fresco, ben cucinato, in un ambiente informale ma curato. Ne abbiamo ancora un ricordo nitidissimo — e questo, per noi, è la cartina di tornasole di un ristorante davvero buono. Se cercate un piatto di spaghetti alle vongole, sappiate che qui lo fanno buonissimo!

Subito dopo pranzo siamo rientrate in hotel per sistemare un po’ le nostre cose, dal momento che la mattina dopo saremmo partite da Amsterdam per proseguire il nostro on the read. Siamo uscite la sera, dopo cena, per una bevuta a De Wallen, più comunemente conosciuto come quartiere a luci rosse. Di notte, con le luci riflesse sull’acqua dei canali, è un posto che vale la pena vedere — non per quello che ci si aspetta, ma per quello che è davvero: un quartiere vivo, pieno di contraddizioni, strano e affascinante. Qualche suggestiva foto notturna e poi di nuovo in hotel per la nostra ultima notte nella capitale olandese.

Giorno 3: Volendam, Zaanse Schans, Zaandam e l’arrivo a Giethoorn

Questa è stata la giornata più ricca di tappe e di contrasti dell’intero viaggio olandese, e ve la raccontiamo volentieri perché difficilmente la trovate descritta così altrove.

Volendam: il villaggio di pescatori che non ti aspetti

La prima tappa della giornata è stata Volendam, un antico villaggio di pescatori affacciato sull’IJmeer, a circa 20 minuti da Amsterdam. Abbiamo parcheggiato al Marina Park — comodo, ben organizzato, ottimo punto di partenza per esplorare il borgo a piedi. E Volendam merita davvero di essere percorsa a piedi, con calma. Le casette colorate sul lungomare, i pescherecci ormeggiati, le botteghe artigiane — c’è qualcosa di genuinamente caratteristico in questo posto, qualcosa che non sembra messo in scena per i turisti ma che è rimasto lì, intatto, nel tempo. È uno di quei villaggi che non ti aspetti e che invece ti lascia qualcosa.

A proposito di aspettative: sul lungomare, girovagando senza meta, ci siamo imbattute per caso nella gastronomia rosticceria DE HAVEN. Abbiamo preso da asporto — noodles con gamberi e verdure, e tramezzini al salmone fresco. Tutto ottimo, mangiato con vista sull’acqua. È esattamente il tipo di scoperta che non si pianifica e che poi si ricorda meglio di qualsiasi ristorante prenotato con settimane di anticipo.

E già che siete da quelle parti, proprio vicino alla DE HAVEN troverete una delle cose più assurde e memorabili dell’intero viaggio: un bagno pubblico che sembra una chiesa. Non è una metafora. Si paga un euro per entrare — e una volta dentro ci si ritrova circondati da crocifissi, immagini sacre e una tappezzeria di legno che fa quasi impressione. È uno dei bagni più strani che abbiamo mai visto in vita nostra, e lo diciamo con tutto il rispetto del caso. Se vi capita di passare da Volendam, entrateci. Lo trovate vicino all’Hotel Old Dutch. Vale l’euro.

Zaanse Schans: i mulini a vento e quella calma inaspettata

Zaanse Schans è un villaggio-museo a circa 15 minuti da Amsterdam, famoso per i suoi mulini a vento e le casette di legno verde che sembrano uscite da un’altra epoca. Sì, ci sono molti turisti. Molti. Il parcheggio esterno è a pagamento, ma è talmente grande che si trova sempre. Ma la cosa che ci ha sorpreso è che nonostante la folla, tutto è vissuto con una calma disarmante. Nessuno si affretta, nessuno urla, le persone che espongono e vendono i loro prodotti — formaggi, zoccoli, spezie, cioccolato, abiti vintage, oggetti d’epoca — lo fanno con un’attenzione e una cura che si sentono.

È uno di quei posti dove si compra qualcosa non perché si ha bisogno di un souvenir, ma perché qualcuno ci ha messo del lavoro vero. Noi abbiamo preso un barattolo di marmellata di arance. Molto buona. Mangiata prima di rientrare in Italia.

Zaandam: la “città Lego” che non ti aspetti

A pochi chilometri da Zaanse Schans c’è Zaandam, e questo è il posto che ha lasciato la nostra mente più disorientata — nel senso migliore. La città sembra un gigantesco plastico della Lego. Case colorate, geometrie nette, qualcosa di surreale nell’architettura che non si trova da nessun’altra parte. È strana, Zaandam. Ma è accogliente e ha una sua energia divertente.

Meriterebbe più attenzione di quanta ne riceva normalmente dagli itinerari turistici. Ne abbiamo approfittato per fare merenda in uno dei tanti locali sulla via principale – noi abbiamo scelto un bistrot sostenibile e vegano e abbiamo mangiato delle super croissant con un tè alla menta.

Giethoorn: arrivare la sera cambia tutto

Nel tardo pomeriggio siamo arrivate a Giethoorn, il famoso “paese senza strade” dove ci si muove in barca o a piedi. Abbiamo dormito al B&B D’Olde Smidse, sulla strada principale — camera spaziosa e semplice, con vista sul canale, colazione abbondante con dolce e salato, parcheggio comodissimo sia nel retro giardino che in strada. Una zona così tranquilla che nessuno chiude niente a chiave. Si arriva al centro storico di Giethoorn direttamente a piedi. A poca distanza c’è un supermercato dove poter fare rifornimento per il viaggio.

Arrivare a Giethoorn la sera, dopo una giornata intensa, è stato come togliersi le scarpe dopo molto camminare. Il silenzio era quasi fisico.

Giorno 4: Giethoorn di mattina — il momento giusto

Se c’è un consiglio pratico che vi diamo su Giethoorn è questo: visitatelo di mattina presto. Prima che i turisti arrivino con i pedalò, prima che i canali si affollino, il villaggio ha una luce e una quiete che è difficile descrivere. Le casette con i tetti di paglia riflesse nell’acqua ferma, nessun rumore di motori, qualche anatra. Sembra un presepe ma è reale.

Abbiamo girato a piedi lungo i sentieri che costeggiano i canali, attraversato i piccoli ponti di legno, osservato le barche ormeggiate davanti alle case. Per il pranzo nessun ristorante — abbiamo guardato un po’ i prezzi e per noi erano troppo alti. Capiamo benissimo il motivo, ma affrontare un on the road come il nostro impone certi limiti. Noi abbiamo comprato prodotti al supermercato e abbiamo pranzato nel verde – con vista sui canali. A volte il pasto migliore del viaggio è quello improvvisato.

Consigli pratici per l’Olanda in auto

Qualche informazione utile per chi sta pianificando lo stesso tipo di viaggio:

  • Parcheggio ad Amsterdam: evitate il centro storico. Scegliete un hotel in zona periferica ben collegata dalla metro o dal tram. Vi risparmiate stress e soldi.
  • Zaanse Schans: arrivate la mattina presto o nel tardo pomeriggio per evitare il picco di affollamento.
  • Zaandam: non è nella maggior parte degli itinerari, ma merita una sosta di almeno un’ora. È a pochi minuti da Zaanse Schans.
  • Giethoorn: prenotate il B&B con anticipo, soprattutto in estate. I posti sono limitati e la domanda è alta.
  • Strade: l’Olanda è comodissima da percorrere in auto. Strade in ottimo stato, segnaletica chiara, distanze brevi tra una tappa e l’altra.
  • GPL – siamo partite con la nostra Kia Sportage GPL e prima di partire abbiamo acquistato un adattatore per fare rifornimento e che ci sarebbe servito durante tutto il viaggio. In verità però ne in Olanda e ne in Belgio siamo mai riuscite a fare gas. Il nostro adattatore era difettoso e non abbiamo mai potuto usarlo. Se anche voi avete un’auto a gas, sappiate che il GPL in questi paesi si fa in modalità self service. Non ci sarà alcun operatore che verrà ad aiutarvi nei rifornimenti. Nessuno. Non sono autorizzati a venire alla vostra colonnina. Abbiamo proseguito il viaggio usando la benzina, fino alla Francia.

Quattro giorni in Olanda: ne vale la pena?

Assolutamente sì — e anzi, se potete, prendetevene cinque. L’Olanda è un paese che premia chi rallenta. Non è solo Amsterdam, non sono solo i tulipani. È Zaandam che sembra uscita da un film di animazione, è Giethoorn che esiste davvero nonostante sembri impossibile, è una colazione abbondante in un B&B sul canale, è un pranzo di pesce fresco che ricordate ancora mesi dopo.

Se state costruendo un itinerario on the road nel Nord Europa, l’Olanda è una tappa che non va compressa. Datele tempo. Ve ne sarà grata.

Dati utili per il tratto olandese — il riepilogo pratico

Tutti i dati degli spostamenti in auto durante i 4 giorni in Olanda. Tenete anche conto di una cosa: il meteo può essere imprevedibile. Noi abbiamo praticamente visto poco sole e molta acqua. Fate attenzione ai limiti di velocità e guidate con prudenza.

TrattoKmTempo stimato
Amsterdam → Volendamcirca 20 kmcirca 25 min
Volendam → Zaanse Schanscirca 23 kmcirca 25 min
Zaanse Schans → Zaandamcirca 3 kmcirca 5 min
Zaandam → Giethoorncirca 115 kmcirca 1h 20 min
Totale spostamenti internicirca 161 kmcirca 2h 15 min

Pedaggi in Olanda:

Informazionicosto
Autostrade olandesiGratuite — nessun pedaggio
PendenzeTerritorio pianeggiante, nessuna pendenza significativa
TrafficoDa tenere d’occhio nell’area metropolitana di Amsterdam, soprattutto nei giorni festivi e nel weekend estivo. Gli spostamenti verso Volendam e Zaanse Schans sono molto frequentati da turisti: meglio partire la mattina presto
ParcheggiA pagamento ad Amsterdam centro — consigliato hotel in zona periferica. Volendam: Marina Park. Giethoorn: B&B D’Olde Smidse o parcheggio in strada.

Nei prossimi articoli vi racconteremo del nostro giro in Francia e delle tappe imperdibili in Belgio. Restate con noi.