Last Updated on 29 Ottobre 2026 by Food&Viaggi
Con questo articolo inauguriamo “Quelli con la valigia”, la nuova rubrica di Food & Viaggi, dedicata alle storie di altri blogger che condividono con noi la nostra passione per i viaggi e per il cibo. Una nuova avventura di scrittura, condivisione e conoscenza, per scoprire storie, esperienze e punti di vista diversi dai nostri. Perché ogni viaggiatore ha qualcosa da raccontare e ogni racconto può farci venire voglia di preparare la valigia e partire.
Il primo a raccontarsi è Andrea, il blogger dietro Cacciatore di Orizzonti. Siciliano, viaggiatore e nomade digitale, ha scelto di cambiare vita e partire con un biglietto di sola andata per Bali. Da allora esplora il mondo con una forte passione per l’Asia, raccogliendo esperienze, incontri e sapori da trasformare in racconti.
Di seguito trovate la nostra intervista per conoscere meglio la sua storia, il suo modo di viaggiare e ciò che lo spinge a continuare a cercare nuovi orizzonti.
Come nasce il tuo blog e qual è la storia che c’è dietro?
Cacciatore di Orizzonti nasce da una serie di circostanze che si sono intrecciate quasi per caso e che, ripensandoci oggi, mi sembrano ancora piuttosto assurde.
Tutto è cominciato dal desiderio di vivere viaggiando, di diventare quello che oggi chiamiamo nomade digitale. All’epoca se ne parlava pochissimo, non esistevano guide e nessuno ti spiegava da dove iniziare. Sapevo soltanto che volevo costruirmi una vita che mi permettesse di lavorare da qualsiasi parte del mondo.
Avevo una grande passione per la scrittura, così ho iniziato a studiare per diventare copywriter. Con il tempo, affascinato anche dagli aspetti più tecnici del mondo digitale, mi sono avvicinato alla SEO. Sono seguiti due anni di studio intenso, tra corsi, libri e tante ore davanti al computer.
Nel frattempo, sentivo crescere anche la voglia di raccontare le mie esperienze. Viaggiavo per il mondo già da oltre un anno, avevo visto e vissuto tantissimo, ma non avevo ancora condiviso nulla.
Sono sempre stato una persona molto introspettiva e, in piena era Instagram e YouTube, non me la sentivo di espormi davanti a una telecamera. Cercavo un modo per condividere ciò che vivevo senza dover necessariamente metterci la faccia.
A un certo punto, queste due passioni si sono incontrate e mi sono chiesto: perché non creare un sito tutto mio, dove raccontare i viaggi e allo stesso tempo mettere alla prova le mie competenze SEO?
Così è nato Cacciatore di Orizzonti. Quello che inizialmente era un esperimento personale è diventato un progetto di cui oggi sono enormemente orgoglioso, perché è cresciuto insieme a me ed è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel mondo dei viaggi indipendenti.
Quando viaggi, che tipo di viaggiatore sei?

All’inizio ero un viaggiatore a cui piaceva programmare tutto. Studiavo gli itinerari, organizzavo gli spostamenti e cercavo di incastrare ogni tappa. Con il tempo, però, ho capito che puoi pianificare quanto vuoi, ma alla fine è sempre il viaggio a decidere per te.
A volte sono le condizioni meteo a cambiare i piani, altre volte un incontro inaspettato, oppure arrivi in un luogo dove ti trovi talmente bene da voler rimanere più del previsto. Inizialmente questi cambiamenti mi frustravano. Mi dava fastidio dover rinunciare a luoghi che mi ero prefissato di visitare, quasi come se stessi perdendo qualcosa. Poi ho imparato ad apprezzare proprio quella libertà che prima mi metteva a disagio.
Oggi mi limito a individuare le destinazioni che vorrei conoscere, senza stabilire necessariamente quando raggiungerle o quanto tempo fermarmi. Preferisco lasciare spazio agli imprevisti e vivere i luoghi senza la fretta di rispettare un programma. Entrare in contatto con le persone e le loro abitudini è diventato uno degli aspetti più importanti del mio modo di viaggiare. A volte una conversazione improvvisata o una giornata trascorsa senza fare nulla di particolare mi lasciano molto più di una tappa che avevo programmato.
In fondo, una delle cose più belle che ho imparato viaggiando è che non tutto quello che vale la pena vivere può essere programmato.
Viaggiare significa anche scoprire nuovi sapori. Qual è l’esperienza gastronomica che ti è rimasta più impressa?
Dalla varietà della cucina malese alle zuppe vietnamite, sono tantissimi i sapori che mi hanno conquistato. Eppure, i ricordi gastronomici a cui sono più legato non riguardano un piatto in particolare.
Viaggiando spesso in ostelli e piccole guest house, soprattutto nelle zone meno turistiche del Sud-est asiatico, mi è capitato di partecipare a una tradizione che trovo meravigliosa: le cene organizzate dai proprietari per riunire gli ospiti attorno alla stessa tavola. La cosa più bella è che spesso tutto comincia molto prima di sedersi a mangiare, accompagnando il proprietario nelle sue attività quotidiane alla ricerca degli ingredienti per la cena. La sera ci si ritrova a cucinare, chiacchierare e condividere ciò che si è preparato. Così mi sono ritrovato a pescare ad Alleppey, a cercare erbe nei mercati nell’isola di Sumbawa, o a raccogliere verdure in Laos.
Sono momenti di vita quotidiana, lontani dai ristoranti e dalle esperienze pensate per i turisti, che mi hanno permesso di scoprire la cucina locale nella sua forma più autentica.
Per me il ricordo gastronomico più bello non è necessariamente legato a un sapore, ma a tutto ciò che accade intorno a un piatto. Credo che uno dei modi migliori per conoscere una cultura sia proprio sedersi a tavola con chi la vive ogni giorno.
Qual è l’imprevisto più curioso, divertente o incredibile che ti è capitato in viaggio? E come te la sei cavata?

Non dimenticherò mai la mia prima volta a Bali. Ero distrutto dopo un viaggio intercontinentale durato oltre quaranta ore e arrivai sull’isola a notte fonda. Ad aspettarmi in aeroporto c’era un transfer che avrebbe dovuto accompagnarmi in hotel.
Dopo circa un’ora di viaggio, però, l’autista mi lasciò davanti a una struttura che non era la mia. Cercammo di capire cosa fosse successo, finché scoprimmo una coincidenza assurda: sul mio stesso volo c’era un’altra persona con il mio identico nome e cognome, diretta però in un hotel diverso!
L’autista, piuttosto indispettito, pretese una somma esagerata per accompagnarmi alla destinazione corretta. Non avevo abbastanza soldi e, nonostante l’errore non fosse mio, decise di abbandonarmi in una stradina isolata, nel cuore della notte. Mi ritrovai completamente solo, senza internet, senza soldi e senza sapere dove andare. Ero esausto e con una voglia tremenda di prendere il primo aereo per tornare in Italia.
Poi mi ricordai di una ragazza italiana conosciuta qualche giorno prima su un forum di viaggi. Sapevo che sarebbe stata a Bali nel mio stesso periodo e ricordavo vagamente la zona in cui avrebbe alloggiato. Non potendo contattarla, iniziai a cercarla tra le strutture della zona, affidandomi ai pochi dettagli che avevo in mente. Dopo diversi tentativi, quasi per miracolo, riuscii a trovare il suo alloggio e a bussare alla sua porta.
Non ci eravamo mai visti prima, eppure mi abbracciò e mi offrì un letto per passare la notte. La cosa più bella è che quella ragazza, incontrata nel momento forse più disperato del mio primo viaggio, è diventata una delle mie più grandi amiche. Sono passati tanti anni e siamo ancora legatissimi.
Ripensandoci oggi, quello che allora mi sembrava un incubo è diventato uno dei ricordi più preziosi dei miei viaggi. A volte gli imprevisti peggiori ti regalano gli incontri più belli.
Se dovessi preparare la valigia per partire domani, senza pensarci troppo, quale sarebbe la tua destinazione e che cosa non vorresti assolutamente perderti?

In realtà, la valigia è già pronta! Ho un viaggio in programma, destinazione Taiwan e Corea del Sud, due luoghi che desidero visitare da tempo, ma che per un motivo o per un altro ho sempre rimandato.
Spero di riuscire a dedicare a questo viaggio qualche mese, senza troppa fretta. Negli anni ho conosciuto tanti ragazzi taiwanesi e coreani, alcuni dei quali mi hanno invitato più volte a visitarli nei loro Paesi. Credo sia finalmente arrivato il momento di accettare quegli inviti.
La Corea del Sud mi incuriosisce particolarmente. Ho incontrato persone profondamente innamorate dell’Italia e della nostra cultura, e forse proprio questa curiosità reciproca ha fatto nascere amicizie speciali. Mi affascina il contrasto tra una società legata alle proprie tradizioni e un Paese che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento culturale anche in Europa, dalla musica al cinema, passando per la gastronomia e la moda.
Taiwan, invece, mi attira per la sua identità, i paesaggi e quella quotidianità che vorrei scoprire attraverso gli occhi di chi ci vive.
Ringraziamo Andrea per aver condiviso con noi un pezzetto del suo mondo e delle sue avventure. È proprio questo che ci piace dei viaggi: ogni persona ha una storia diversa da raccontare e un orizzonte tutto suo da inseguire.
Se volete scoprire i suoi racconti e partire insieme a lui per nuove destinazioni, fate un salto su Cacciatore di Orizzonti. Chissà, magari troverete l’ispirazione per il vostro prossimo viaggio!




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